• Home
  • Site Internet
Samedi, 29 octobre 2005

Il totalitarismo islamico : Introduzione

Italiano

Sugli attentati si Londra, Sharm al Sheike quelli futuri

A qualche giorno dalla commemorazione del 11 di settembre 2001, il meno che si posa dire è che la Storia non sembra dare ragione ai profeti della politica dello Struzzo che avevano affermato che la strategia “superterrorista” di Al-Qaida era senza fiato e non era che l'ultimo soprassalto “disperato” della bestia immonda ansimante,l'ultima caotica scossa di una esperienza “nichilista” votata al fallimento. Nel frattempo, e dopo Manhattan, “la minaccia nichilista” o “il terrore globale”, così come l'hanno a fatica nominata i responsabili occidentali, non ha però detto la sua ultima parola: da Bali a Gerba (La Ghirba), da Casablanca a Istanbul, da Madrid (11 marzo 2004) a Londra (7 luglio 2005, 56 morti, e 21 luglio), poi da Londra a Sharm al Sheik (23 luglio, 65 morti, tra cui molti italiani e britannici), l'islamoterrorismo anti-occidentale non ha finito di sorprendere e di terrorizzare, forse ancor più psicologicamente che fisicamente, mentre il suo migliore alleato è la debolezza europea. Come i precedenti attentati, quello di Sharm al Sheik è stato commesso e rivendicato ancora una volta in nome dell'Islam e non “dal nulla”, in particolare dal “Gruppo dell'Unicità e del Ğihad in Egitto”, che ha presentato in modo molto coerente e per nulla “nichilista” gli attentati come “una vendetta per i nostri fratelli in Iraq, in Afghanistan (…) e come risposta alla guerra contro il terrorismo e l'Islam”.

Quanto al secondo gruppo che ha rivendicato la carneficina, il “Gruppo Al-Qaida nei paesi del Levante e in Egitto”, è stato chiarissimo e coerente: “Questa operazione è una risposta alle forze del male che spargono il sangue dei musulmani in Iraq, in Afghanistan, in Palestina e in Cecenia”. E' stato lo stesso per gli attentati di Londra, le prime azioni terroristiche massicce dirette contro l'ex zona d'azione e base arretrata favorita dai ğihadisti in Europa: il messaggio è chiaro: se Londra non ritira le truppe dall'Iraq e se il governo di Tony Blair continua, sotto pressione americana (dal 11 settembre 2001) ad arrestare militanti islamisti, un tempo così liberi nel Londonistan, nell'ambito della lotta internazionale al terrorismo, la Gran Bretagna non sarà più risparmiata e diventerà al contrario uno dei bersagli preferiti da Al-Qaida, perché essa ha di fatto rotto “l'accordo”. Il braccio destro di Osama Ben Laden, Ayman Al Zauahri, dichiarava così, giovedì 4 agosto 2005, in un documento video diffuso in Gran Bretagna. In un comunicato diffuso su Internet, le Brigate Abu Hafs al-Masri, divisone Europa, gruppo do rivendicazione abituale degli attentati di Al-Qaida, hanno avvertito che la seconda serie di attentati di Londra (22 luglio) era un “avvertimento” ai paesi che “seguono” la politica americana in Iraq. “I nostri attacchi al cuore della capitale britannica della miscredenza è un messaggio a tutti i governi europei”.

Cronaca di una carneficina annunciata

In perfetta continuità con quelli di Londra, Bali, Madrid, Istanbul o Manahttan, gli attentati di Sharm al Sheik si inquadrano perfettamente nella logica implacabile degli scopi di guerra di Al-Qaida e della galassia salafita-ğihadista mondiale, nostalgica del Califfato islamico e desiderosa d'unificare tutto il pianeta intorno alla religione dell'Unicità (Tawhid): in primo luogo, destabilizzare e rovesciare i regimi musulmani “empi” o “apostati”, legati all'Occidente, cominciando dall'Egitto, il Marocco, la Tunisia e i paesi del Golfo che ospitano i soldati americani “miscredenti”; in secondo luogo, scatenare un'ondata di terrore psicologico nel mondo occidentale e nel mondo non musulmano in generale, allo scopo di dissuadere i governi a sostenere la coalizione “imperialista americana” e il “sionismo” (divide et impera, ritirata spagnola, italiana ecc. dall'Iraq; condanna d'Israele ecc.), poi di suscitare una vasta campagna di marketing intorno al tema fondamentalmente anti-nichilista della Vera religione dei Giusti e dei Diseredati, la religione del David “perseguitato” dal Golia neo-colonialista ed “empio”: l'Islam.
Non dispiaccia ai profeti o ai nuovi mandarini del Politicamente o piuttosto dell'islamicamente corretto, gli Scopi di Guerra di Al-Qaida e dei Folli di Allah non sono affatto folli, e ancor meno “nichilisti”. Perché il progresso dell'islamimsmo in Occidente, dall'Australia all'Europa passando per gli Stati Uniti, è dovuto al fascino che esercita questa religione che non teme la morte e manda allegramente i suoi figli al Martirio mentre gli Occidentali nichilisti prendono gli antidepressivi alla sola idea della morte insopportabile o della vecchiaia…. Lungi dall'essere una “minaccia globale” nichilista, fondamentalmente disperata e paragonabile al terrorismo suicida di certi movimenti terroristi rivoluzionari terzo-mondisti, la minaccia totalitaria islamista è una minaccia che ha un senso e un significato: l'islamismo alla Ben Laden è una risposta anti-nichilista convulsa e rivendicativa al modo di vita occidentale e all'influenza di questo modo di vita nichilista occidentale nei paesi musulmani. Globalmente, l'Islam progredisce ovunque nel mondo perché questa ultima religione conquistatrice e sicura di sé stessa fino ad assumere le peggiori violenze si presenta come una risposta di significato a un modo di vita che si suppone non ne abbia più. Ed è proprio perché l'Uomo è affascinato naturalmente dalla forza e dalle certezze e perché l'uomo ha una terribile inclinazione naturale alla “Servitù volontaria”, per parafrasare La Boètie, che il Terzo Totalitarismo, l'Islamismo radicale, ha davanti a sé un futuro e costituirà ancora per molto tempo la principale minaccia strategica, psicologica, demografica, teocratica, sociale ed economica per l'Occidente “Giudeo-Crociato” e per i paese del terzo mondo influenzato da esso. La Terza guerra mondiale non è che agli inizi ed è proprio perché non è “nichilista” e che pretende di riempire il vuoto della società dei consumi e delle telenovele che è pericolosissima e suscettibile di avanzare sempre di più.

Strana sorpresa

Ogni osservatore occidentale per quanto poco cosciente della terribile attualità terrorista di questa estate può solo restare allibito davanti a due sorprese responsabili e rivelatrici di uno spirito suicida. Primo, il fatto che, non solo gli attentati di Londra e di Sharm al Sheik e quelli di Madrid e Manahttan, hanno una volta ancora dato ai Nuovi Monacensi l'occasione di criticare la politica americana e di compiangere un po' di più le “vittime dell'Imperialismo” occidental-sionista, ma soprattutto che la preoccupazione di “non confondere le cose” e di non “alimentare l'islamofobia” ha questa volta ancora quasi prevalso sulla compassione verso le famiglie delle vittime della barbarie verde. Perché questi ultimi, molto meno formati alle tecniche di manipolazione e meno inclini a strumentalizzare i dolori degli islamisti, maestri di vittimismo colpevolizzante, sono stati intervistati cento volte meno dai nostri mezzi d'informazione condizionati dal vertice di Stoccolma che i leader islam-integralisti che condannano ipocritamente gli attentati islamisti, ma direttamente legati alle dottrine oscurantiste che essi insegnano in tutta libertà nelle moschee controllate dai Fratelli musulmani e dalle istituzioni musulmane ufficiali, ahimé controllate in maggioranza dagli integralisti. La prova migliore è che il tema “dell'islamofobia” è diventato un vera arma terrorista e che il terrorismo è sia psico-semantico che sanguinario: gli attentati mancati del 21 luglio a Londra sono stati rivendicati in nome della lotta contro “l'islamofobia” conseguente agli eccessi e ai commenti anti-musulmani che avrebbero trascinato i Britannici e la stampa inglese dopo gli attentati del 7 luglio. In effetti, quando è stato interrogato dalla polizia italiana, Hamdi Hadüs Isaac, il terrorista anglo-etiope arrestato a Roma, il 22 luglio, dopo aver passato senza problemi le frontiere anglo-franco-italiane in treno e in possesso di falsi documenti somali, ha spiegato a sua difesa che non voleva uccidere gratuitamente, che avevano messo delle bombe più mortali del previsto nel suo sacco, e che lui aveva solo voluto reagire “all'islamofobia”…..
Secondo, ciò che desta altresì meraviglia, non sono i terribili e barbari attentati accaduti a Londra il 7 luglio o a Sharm al Sheik, il 21 luglio, ma il fatto che ne siamo stati sorpresi e che le autorità britanniche, italiane e occidentali in generale lo sano state. Come se il fatto che Londra sia stata una delle principali basi arretrate dell'islamo-terrorismo internazionale avesse potuto essere in sé per un solo istante una reale garanzia di pace. Preciso in anticipo che non si tratta qui in nessun caso di imputare “l'11 settembre” alla politica estera americana in Iraq: è comunque molto contraddittorio, da parte delle autorità britanniche, partecipare a pieno titolo all'audace politica estera americana in Iraq, in Afghanistan e nel Golfo, pur continuando a rifiutare d'estradare negli Stati Uniti dei folli furiosi islamo-terroristi come Abu Hamza o altri e soprattutto continuando ad accogliere in Gran Bretagna la maggior parte degli oppositori islamisti ai regimi arabi non ancora governati dall'Islamismo (Egitto, Siria, Tunisia, Algeria, ecc.). Di certo, il “Londonistan” arabo-musulmano non è più un'oasi di “pace islamica” che era per i ğihadisti di tutto il mondo fino all'11 settembre. Sfortunatamente, ciò che avevo annunciato nelle mie precedenti opere, specialmente Islamismo-Stati Uniti nel 1997, poi il Totalitarismo all'assalto delle democrazie, nel 2002, s'è rivelato non pessimismo ma la triste realtà. E non c'è nessun merito profetico ad averlo previsto, nella misura in cui, come tutti i veri fanatici totalitari, gli Islamisti radicali non hanno mai smesso non solo di darne l'annuncio, ma soprattutto di dire ciò che fanno e di fare ciò che dicono. L'esatto contrario del comportamento dei dirigenti delle democrazie… Tanto che la strategia del “terrorismo globale”, cara ad Al-Qaida, s'è rivelata molto redditizia, efficace ed economica dopo Dar As Salam nel 1998 e soprattutto Manhattan: non si è mai parlato tanto di Islam e mai tanti Occidentali si sono convertiti alla “Vera religione”, quella d'Allah e di Maometto, che dopo l'11 settembre… Non c'è dunque alcun motivo che una strategia di marketing planetario così vantaggiosa e redditizia si fermi.

Gli Occidentali hanno capito la lezione? Nulla di meno sicuro….

Ma le autorità britanniche e il loro sistema giudiziario molto particolare hanno continuato, fino a queste ultime settimane, a tollerare i peggiori islamisti anti-occidentali e oscurantisti, dato che non si richiamavano alla Guerra santa. Una libertà e una “tolleranza” che si basano sulla più antica tradizione democratica occidentale e su una concezione multiculturale fondata sulla celebre dottrina della “Autonomia locale o comunale” (comunitarismo). Grossomodo, a ciascuno al sua “Razza” (Race Acts) e a ciascuno le sue “Credenze”, fintanto che non si tocca la Corona e che le credenze non si materializzino in bombe. Tanto più che sull'esempio degli Stati Uniti e di certi paesi europei, la Gran Bretagna concede importanti prerogative socio-politiche e amministrative alle religioni. E' così che “formatori” musulmani usciti dalla stessa scuola sannita indo-pakistana di quella dei Talibani (“Deobandi”) o dei Fratelli musulmani sono ufficialmente incaricati di formare i funzionari e i Poliziotti del Regno Unito. Sorprendente? Le autorità britanniche rispondono che si tratta di “Musulmani ortodossi”, visto che non incitano apertamente all'odio terrorista. Riassumendo, ci sarebbe una differenza tra “Islamisti pietisti” o “moderati” e islamisti “ğihadisti” o “terroristi”. Ora è più che ingenuo credere che esista veramente una tale frontiera, dato che la dottrina di riferimento (salafita) è globalmente la stessa. La prova migliore dell'impermeabilità della frontiera tra islamisti “moderati” e islamisti “ğihadisti” sta nella doppiezza stessa di uno degli ideologi e leader massimi dei Fratelli musulmani e del “salafismo moderato” (dixit Le Monde) a livello mondiale: Al Qaradaui, che ha contemporaneamente incoraggiato a più riprese gli attentati kamikaze dalla sede di Al Jazira in Qatar, poi condannato ipocritamente l'orrore dell'11 settembre dopo le sedute del Consiglio europeo della Fatwa a Londra e a Bruxelles….
In realtà, la frontiera che esiste veramente tra i due e sulla quale ci si deve basare è quella che separa i “Musulmani moderati” dagli “islamisti” in generale (“ğihadisti” o “integralisti”). Parlare di “islamisti moderati” o congratularsi, subito dopo gli attentati di Londra, come ha fatto Tony Blair, che la “grande maggioranza dei Musulmani di GB sono dei moderati”, è allo in parte falso e allo stesso tempo del tutto insufficiente. Perché tra i responsabili religiosi che hanno sfilato pacificamente nelle strade della capitale londinese il giorno dopo dei terribili attentati, si potevano facilmente riconoscere i principali responsabili delle grandi organizzazioni musulmane fondamentaliste e islamiste radicali di Gran Bretagna (Deoband, salafiti sauditi, Ğamaa indo-pakistana, Tabligh, Fratelli musulmani, ecc.), che sono in gran parte controllate da autentici fanatici islamisti, tatticamente contrari alla violenza (quando è inutile in seno alle democrazie occidentali molli e permeabili al proselitismo islamico pacifico), ma che fanno appello chiaramente al Ğihad in Palestina, in Cecenia, in Iraq o altrove, ovunque i “Musulmani sono oppressi”. Questi capi islamisti, chiamati “centristi” da certi pseudospecialisti occidentali, sono nondimeno seguaci delle medesime visioni oscurantiste e patologicamente anti-occidentali del mondo di quelle che animano gli islamo-terroristi che hanno colpito il 9 luglio a Londra e che imperverseranno molto presto a Roma, Amsterdam o altrove…. Perché bisogna già prepararsi.

L'urgenza dell'Unità “pan-occidentale”

A questo proposito, non ricorderemo mai abbastanza a che punto le divisioni euro-americane ed euro-russe sembrino futili e dividano artificialmente le tre grandi componenti della “Comunità pan-occidentale” che sono le Americhe, l'europa dell'Ovest e l'Europa post-bizantina-ortodossa, di fronte al Totalitarismo islamista. Non ricorderemo mai abbastanza che una identità non è solo ciò che ci riunisce in modo positivo ma anche ciò che unisce in modo negativo: per i Cavalieri d'Allah, infatti, Russi, Serbi e Israeliani sono altrettanto “Occidentali” (cioè giudeo-cristiani-crociati-imperialisti) di Inglesi, Italiani, Francesi o Tedeschi. Solo le nostre pseudo elite intellettuali e politiche, formatisi sempre sui paradigmi della guerra fredda e la russofobia rabbica, continuano a considerare Russi e Slavo-ortodossi in generale come estranei all'identità occidentale. A questo riguardo, la strategia anti-russa delle Rivoluzioni “rosa” e “arancione” avvenute in Georgia e in Ucraina – e ampiamente incoraggiate da certi ambienti americani anti-ortodossi e russofobici in nome “dell'Occidente” democratico – le reazioni in seguito violentemente anti-occidentali ed eurasiatiche che hanno risvegliato di ritorno in Russia, costituiscono degli elementi di vulnerabilità considerevoli di fronte alla minaccia comune islamo-totalitaria e terrorista. Perché i Cavalieri della Guerra santa anti-occidentale che hanno colpito Londra durante il Vertice del G8 miravano tanto a Vladimir Putin il Russo Slavo, “persecutore dei Ceceni”, che ai “tre B” occidentalisti Bush-Blair-Berlusconi, essendo Tony Blair e Silvio Berlusconi dei fedeli alleati di Putin dopo l'arrivo di questi alla testa del Kremlino nel dicembre 1999. Concludendo, possiamo dire che tutto ciò che divide l'entità “pan-occidentale” in gestazione – entità comprendente le Americhe, l'Europa e Israele - giova ai Conquistatori Islamisti, nemici dichiarati di questo Pan-Occidente, la cui esistenza non sembra a Noi politicamente e strategicamente evidente, ma la cui unità di civiltà è non solo un fatto ma costituisce un dato ovvio per i Cavalieri d'Allah, che definiscono le diverse componenti dell'Occidente allargato con le stesse espressioni di “Gharb al Salibi” (“Occidente crociato”) e di “Millatun Kufru Wahida”: “il mondo dell'Empietà non è che uno”….

* Alexandre Del Valle, politologo internazionale, ha scritto numerosi articoli nelle riviste di geopolitica (Hérodote, Stratégique, Géostrategiques, Politique Internationale, Outre Terre) o d'attualità politica (Figaro Magazine, Panoramiques, Spectacle du Monde, Israël Magazine, Valeurs actuelles, Figaro, ecc.) che hanno tutte come sfondo la Sicurezza europea o l'Islamismo radicale. E' autore di diversi saggi tra cui Islamisme-États-Unis (l'Age d'Homme, 1997, Losanna); Guerres contre l'Europe, Bosnie, Kosovo, Tchétschénie ( Les Syrtes, 2000, Paris); Le Totalitarisme islamiste à l'assaut des démocreties (Les Syrtes, 2002, Paris); La Turquie dans l'Europe, un cheval de Troie islamiste?(Les Syrtes, 2004, Paris); poi pubblicherà nel settembre 2005 un nuovo saggio sulla Turchia, scritto insieme al franco-iraniano Emmanuel R azavi, Le dilemme turc, les vraies raisons de la candidature d'Ankara (Les Syrtes).

Alexandre del Valle est géopolitologue, auteur de nombreux articles et ouvrages dont "Le Totalitarisme Islamiste" et "Le Dilemme Turc" parus aux éditions des Syrtes.
Posté par Alexandre del Valle dans Italiano - Commentaires: (0)
Tags pour ce billet: abdullah gül, al-qaïda, capitoli dell'acquis communitario, critri di copenhague, fratelli musulmani, israele, milli görüs, ossama ben laden, politicamente corretto, recep erdogan, tariq ramadan, ucoii
Billets ayant les mêmes tags :
  • Le Nigéria bientôt de purifié de ses chrétiens ? (www.dreuz.info)
  • Le bloc-Notes géopolitique d'Alexandre del Valle
  • Bilan 2010 terrible pour les Chrétiens d’Orient
  • "Noël sanglant" pour les chrétiens dans le monde
  • Prises d’otages et rançons : rien de nouveau sous le soleil...
5791 visites
Commentaires
Afficher les commentaires en (Vue non groupée | Vue groupée)

Pas de commentaires


Ajouter un commentaire


Pour éviter le spam par des robits automatisés (spambots), merci d'entrer les caractères que vous voyez dans l'image ci-dessous dans le champ de fomulaire prévu à cet effet. Assurez-vous que votre navigateur gère et accepte les cookies, sinon votre commentaire ne pourra pas être enregistré.
CAPTCHA

 
 

Agenda

08-11-2011 - Conférence-débat avec Alexandre del Valle sur « La nouvelle christianophobie : jusqu'où, jusqu'à quand ? »; Mardi 8 novembre prochain à 18 h 30 au siège de la Fédération Pro Europa Christiana, 49 rue du Taciturne, 1000 Bruxelles; Alexandre del V
10-11-2011 - Conferencia-debate y Cocktail organizada por la Comunidad judia de Barcelona y la Asociacion humanitaria B'nai B'rith, Acto Conmemorativo de la Noche de los Cristales Rotos, “ISLAMISMO INTEGRISTA Y OCCIDENTE”; con Alexandre Del Valle; Escritor, editor
11-01-2012 - Conférence-débat à l'IERI (Institut Européen des Relations Internationales), mercredi 11 janvier, sur le thême: "La rupture de la triple alliance (USA- Turquie- Israël) à la lumière des incertitudes politico-stratégiques au Proche et Moyen-Orient

Catégories

Articles amis Brèves Documents Cartes Droits de réponse Médias Soutien Grands médias Actualité Juive Afrique Nouvelle Altalena Autres Conflits Actuels Droit à la Sécurité France Soir Géostratégiques Information Juive Israël Magazine Jerusalem Post Kountrass L'Observatoire du Monde juif La Droite Libre Le Figaro Le Figaro Magazine Le Lien Le Monde Marianne Nouvelles d'Arménie Outre Terre Panoramiques Politique Internationale Spectacle du Monde Stratégique Sud-Ouest Sur le Ring tribune juive Valeurs Actuelles Others languages Deutsch English Español Greek Italiano Portugues Russian Ukrainian Ouvrages Radios Recensions

Billets récents

Le Nigéria bientôt de purifié de ses chrétiens ? (www.dreuz.info)
21 février 2012
Interview de Claude Guéant suite à la polémique sur ses propos relatifs aux civilisations
6 février 2012
Nigéria : les chrétiens sous la menace d’un véritable plan d’épuration
12 janvier 2012
Nigéria: La christianophobie meurtrière en guise de cadeau de Noël…
28 décembre 2011
A propos de la crise franco-turque et de la loi sur le génocide arménien
27 décembre 2011

Mots clés

11 septembre abdullah Gül Afghanistan ahmadinéjad akp Al-Qaïda alexandre del Valle al qaeda Al Qaïda al qaïda frères musulmans Ankara antiracisme antisionisme antisémitisme arabie saoudite aznar Bat Yé'Or Ben Laden Berlusconi Bin Laden Bruxelles capitoli dell'acquis communitario Chrétiens Chypre clash communisme critri di Copenhague darfour Del Valle De Mattei dhimmitude droite libre Egypte erdogan Etats-Unis Europa Europe extrême-gauche faes fascisme islamiste Frères musulmans Golfe guerre froide génocide génocide arménien hamas huntington integralismo intégrisme iran islam islamisme islamismo Israël Istanbul jihad Kosovo les syrtes libye madrid manhattan milli Görüs nazisme nucléaire obama Occident ossama ben Laden Oussama Pakistan palestiniens Politicamente corretto politiquement correct rachid Kaci racisme ramadan recep erdogan rossi rouges-bruns-verts russie salafisme sarkozy Serbie Soudan stratégie syrie Taliban Talibans terrorism terrorisme totalitarisme vert Tunisie turquie téhéran union européenne UOIF wahhabisme Washington World Trade Center zapatero Zawahiri

Archives

  • Février 2012
  • Janvier 2012
  • Décembre 2011
  • Récentes...
  • Plus anciennes...

Commentaires

popopopo à propos Interview de Claude Guéant suite à la polémique sur ses propos relatifs aux civilisations
mardi 7 février 2012 12:33
de bon sens tout simplement
del Valle à propos A propos de la crise franco-turque et de la loi sur le génocide arménien
lundi 6 février 2012 13:34
Merci chère Madame de votre témoignage , car j'imagine que vous avez des info rmations précises en faisant allusion [...]
valentini à propos Enjeux géopolitiques de la bombe atomique iranienne
jeudi 26 janvier 2012 14:18
Java euro-occidentale autour de la bom be irano-orientale La Sainte-Allian ce des amis d'Israël, -Aïe ! Aïe ! Aïe [...]
ManitraAndria-Sarreguemines à propos « Printemps arabe, hiver islamiste » ?, les leçons de la victoire des islamistes d'Ennahda aux élections du 23 octobre dernier en Tunisie
lundi 23 janvier 2012 20:50
pour moi ce qui me semble le plus suje t a controverse dans l'islam et c'est mon opinion c'est la Taqya , l'apostas [...]
ManitraAndria-Sarreguemines à propos A propos de la crise franco-turque et de la loi sur le génocide arménien
lundi 23 janvier 2012 20:37
il est effarant de constater le clivag e entre ce que veut nous montrer erdog an ; Au premier abord , il semblerait [...]
Del VALLE à propos « Printemps arabe, hiver islamiste » ?, les leçons de la victoire des islamistes d'Ennahda aux élections du 23 octobre dernier en Tunisie
lundi 2 janvier 2012 11:56
Chère Madame, vous avez raison de pose r la question, car c'est moi qui ai su scité et réalisé cette interview à Fra [...]
bruno rex à propos Il fronte comune di islamici, nazisti e compagni, di Andrea Morigi, Libero
lundi 2 janvier 2012 05:51
nothing to do for Europe, likely, but the rest of the world have something t o say and to do. GO!
eclairé à propos L'islamisation de l'Europe
dimanche 1 janvier 2012 14:59
Si nous parlons en termes statisques l es musulmans sont ceux qui font le plu s d'enfants et il est bien évident qu [...]
Sam à propos Macedonia faces the Albanian irredentism : an identity conflict on the NATO and the Albanian Mafia road
mercredi 28 décembre 2011 05:29
I think you should triple check your f acts . You talk nonsense .
stabilo à propos A propos de la fin annoncée de l'islamisme ...
jeudi 15 décembre 2011 14:37
Ils n’aiment pas les juifs, ils n’ai ment pas les chrétiens, les sunites n’aiment pas les chiites, les chiite [...]
Samira à propos « Printemps arabe, hiver islamiste » ?, les leçons de la victoire des islamistes d'Ennahda aux élections du 23 octobre dernier en Tunisie
lundi 5 décembre 2011 11:49
Bonjour, Avez vous demandé l'autori sation à Mr Haddad pour mettre son art icle sur votre blog?Je ne crois pas,mo [...]
anonyme à propos Aggression der Supermacht USA gegen Europa
samedi 3 décembre 2011 14:02
Soll ich mal Lachen osmanische REICH !!!! wird es nie geben du totaler ve rsager das wird nie einer zu lassen in [...]
Kim jong ilien à propos « Printemps arabe, hiver islamiste » ?, les leçons de la victoire des islamistes d'Ennahda aux élections du 23 octobre dernier en Tunisie
dimanche 30 octobre 2011 04:40
J' ai lu une partie du dernier Del Val le sur les anti chrétiens, le chapitre sur l' Inde en particulier.Pour Del [...]
alexandre à propos Perchè la Turchia non puo' entrare nell'Europa, Guerini, Milano
vendredi 28 octobre 2011 10:53
condivido il commento, grazie
Alexandre del Valle à propos Le Jihad dans le coran et la tradition musulmane
vendredi 28 octobre 2011 10:49
Cher Monsieur, encore une fois, votre vision de l'ismam, modérée et sage, es t louable, et je vous félicite, mais h [...]

Syndiquer ce Blog

  • XML RSS 2.0 feed
  • ATOM/XML ATOM 0.3 feed
  • Add to Google

Connexion

 

© Copyright Alexandre del Valle - 2007