È nel Corano la radice dell'odio
Il giornalista francese, collaboratore di "Le Figaro", ospite al primo dibattito su Islam e democrazia organizzato a Sant'Ilario
Lo scrittore Del Valle: non dialogo con chi predica morte
«Dialogo o guerra con l'Islam? Il primo è possibile quando viene condivisa la nostra idea di dialogo e i nostri valori di pace, con interlocutori moderati come Magdi Allam. Ma a che serve dialogare con l'Iran o con Hezbollah? Per quanto riguarda la guerra, non la scegliamo noi, ma la impone il totalitarismo islamico, che non sfida solo l'America, ma tutte la società occidentale, e realtà come l'India o la Cina che non sono sono gestite dall'Islam». Alexandre Del Valle, collaboratore del quotidiano francese Le Figaro e ricercatore di geopolitica alla sorbona di Parigi, autore di testi come "Il totalitarismo islamico all'assalto delle democrazie", di prossima pubblicazione in Italia, ha risposto così all'interrogativo "Islam e democrazia: guerra o dialogo", titolo del primo di una serie di incontri organizzati dalla Lega Nord di Piacenza, tenutosi ieri sera all'auditorium Sant'Ilario.
Appuntamento che ha coinciso con la scomparsa della scrittice Oriana Fallaci, autrice, dopo l'attacco alle Twin Towers, di pubblicazioni che hanno fatto discutere per le sue posizioni anti-musulmane. «Nel 2002 ho avuto modo di conoscere, seppur telefonicamente, Oriana Fallaci - racconta Del Valle -. Allora ero l'unico a difenderla in Francia: non era razzista, capivo il suo grido di dolore, nato dall'11 settembre. Le passai del materiale che utilizzò per "La forza della ragione"». Come gli scritti della scrittrice ebreo-egiziana Bat Ye'or, da cui prese il termine "eurabia", ossia la progressiva arabizzazione dell'Europa, un «processo favorito in cambio di petrolio da un asse politicamente trasversale - spiega il giornalista di Le Figaro - che vide protagonista anche una Chiesa decisamente filo-araba e filo-islamica. È un legame che si è interrotto solo con papa Ratzinger».
«Non dobbiamo preoccuparci delle conseguenze delle recenti dichiarazioni di Benedetto XVI sulla religione islamica (che hanno attirato forti critiche dalle comunità musulmane). Giovanni Paolo II, il papa più filo-islamico della storia, è stato oggetto di un attentato per mano di un turco. si è trattato di un malinteso: si è comportato da professore e non da papa. Nella lezione che ha tenuto in Germania, Ratzinger ha spiegato che nell'Islam c'è "la violenza alla Medina e pace alla Mecca", il peggio e il meglio».
Decisamente più critico il giudizio di Del Valle. «Il testo del Corano è fermo al decimo secolo. È come dire che la Bibbia e il Vangelo sono fermi al tempo delle Crociate. Viene presentato un Dio distante, castigatore, a cui ci si deve sottomettere. La parola stessa, Islam, significa sottomissione. È possibile dialogare con i musulmani "riformisti" o moderati, come Magdi Allam, che interpretano con la ragione un testo che è oggettivamente pieno di violenza». Occorre invece diffidare, sottolinea, dei musulmani «dal doppio linguaggio», come Adel Smith o il rappresentante dell'Ucoii in Italia, che utilizzano il «dialogo per sovvertire l'ordine. Non deve trarre in inganno il fatto che in Europa accadano pochi attentati: in ogni capitale esistono una cinquantina di uomini appartenenti a organizzazioni terroristiche. E condivido quanto scritto oggi (ieri per chi legge, ndr) da Allam: il ritiro delle truppe dall'Iraq non fermerà la rabbia dei terroristi».


#1 - musulmano said:
24.02.2008 19:04 - (Répondre)
stalin,hitler,mussulini,polpot,bush,sharon forse hanno letto il corano ? http://arabia.myblog.it/archive/2007/12/23/la-violenza-e-in-contrasto-con-la-natura-di-dio.html