Intervista all'ex-Presidente del Senato Marcello Pera
Ancien Président du Sénat, le sénateur Marcello Pera, proche de Silvio Berlusconi et président du think thank L’Occidente, est convaincu que la Droite italienne reviendra très bientôt au pouvoir.
L'Onorevole parcourt actuellement toute l’Italie et l’Europe, prononçant des conférences autour des thèmes de l’identité occidentale, de l’immigration et de l’intégration.
FS/ Monsieur le Président, quelle est votre ambition et quels sont vos chevaux de batailles?
MP: Mon devoir est d’agir dans l’opposition parce que ce Gouvernement est en train de faire beaucoup de mal à l’Italie. Dans aucun pays d’Occident un Gouvernement est composé de deux partis communistes et de groupes d’extrême-gauche qui rackettent la majorité. Si nous voulons sauver l’Europe et l’Occident, et continuer à jouir des avantages de notre société libérale, il ne faut pas oublier les valeurs du Christianisme. Le libéralisme et la démocratie sont indissociables de leurs fondements religieux. Une société sans valeurs ne survit pas.
Qui sera le prochain leader de la Droite italienne?
Berlusconi recueille le plus de consensus. Le problème se poserait si les élections advenaient dans plusieurs années, mais pense qu’elles auront lieu bientôt. Même les autres partis ont dit qu’il sera le candidat du Centre-droit.
Croyez vous comme l’ex-président du Conseil espagnol Aznar, que l’action métapolitique, via le pouvoir culturel, est aussi important que le pouvoir lui-même?
J’ai rencontré plusieurs fois Aznar et je suis d’accord avec lui: la politique seule ne suffit pas. Pour former une conscience publique, il faut agir sur la culture. Nous devons faire en sorte que les gens expriment leurs opinions même sur les thèmes qui sont considérés politiquement incorrect. Il s veulent surtout parler de cela. En en parlant aujourd’hui, on évite les tensions sociales de demain.
Vous avez rencontré le Pape il y a quelques jours. Et vous avez écrit avec lui un livre qui appelle l’Europe à retrouver ses racines chrétiennes. Croyez-vous comme lui qu’il existe un danger d’apostasie de l’Europe?
Par respect, je ne souhaite pas parler de cette rencontre strictement privée. La législation européenne en matière de bioéthique est une apostasie, comme les mariages homosexuels, l’euthanasie, l’eugénétique. Les valeurs traditionnelles laïques comme la défense de la vie, la dignité humaine et la parité homme-femme sont aussi menacés. Je les défends d’un point de vue laïc. Les commandements chrétiens peuvent être partagés sur des bases rationnelles par des croyants et des non-croyants. J’ai aimé lorsque le Président Sarkozy a écrit dans La République, les religions, l’espérance que “la France a des racines chrétiennes, elle a des références chrétiennes, explicites dans sa culture et implicites dans ses institutions”. Ceci vaut pour tous les pays d’Occident. Ainsi aurait-il fallu le reconnaître dans le Traité européen, mais c’est encore plus urgent de le respecter dans notre vie.
Etes vous favorable à l’entrée de la Turquie dans l’UE?
La Turquie n’est européenne ni géographiquement ni culturellement. Si l’Union veut être seulement une entité économique, alors elle peut, comme d’autres pays, l’intégrer; Mais si elle doit avoir une identité, alors la Turquie et d’autres devront rester dehors. Et puis pourquoi la Turquie et pas Israël?
FS Que pensez-vous de notre Président Sarkozy et de son projet d’Union de la Méditerranée?
Si Unité veut dire organisation politique, je ne suis pas d’accord. Mais je crois que Sarkozy est trop prudent et assez visionnaire pour sombrer dans cet écueil.
Pensez-vous comme Bat Yé’Or qu’en critiquant l’Amérique et en refusant de soutenir l’effort de guerre anglo-saxon en Irak, les Européens sont tombés dans la Dhimmitude?
oui. Premons le cas du discours du Pape de Ratisbonne qui dit que le christianisme est la religion de la raison (du Logos) et demanda à l’Islam de faire de même, l’Europe n’ouvrit pas la bouche face aux réactions violentes du monde musulman.
Quelle est votre opinion sur Israël et le Hamas?
Israel a le droit de se défendre. Le Hamas la menace. “Démocratiquement élu”ne signifie pas “démocrate”. La paix ne se fera pas avec des ennemis, mais quand les ennemis cesseront l’hostilité et voudront un accord. Or au Moyen-Orient, personne ne veut réellement un accord avec Israël.
Roma, 19 ottobre 2007
Onorevole, adesso che Lei fa parte dell’opposizione dalla vittoria della Sinistra, ci puo’ dire se ha un ambizione nella Destra peri l futuro?
È mio dovere impegnarmi all’opposizione perché credo che questo governo stia facendo molto male all’Italia. Si tratta di un esperimento innaturale: in nessun paese dell’Occidente un governo è formato da due partiti comunisti e da gruppi di estrema sinistra che ricattano la maggioranza.
Chi sarà il próximo leader della Destra Italiana? Rimarra’ unita? Il Polo potrà sopravivere a Berlusconi e alle división all’interno di Alleanza nazionale di una parte e tra AN e la Lega Nord dall’altra parte?
Berlusconi è ancora l’uomo politico che ha più consenso in assoluto. Se ci saranno elezioni anticipate a breve termine, senza dubbio egli sarà il candidato di tutto il centro-destra, non vi sono alternative. Gli altri partiti lo sanno o lo hanno già detto. Se invece, anche se non lo credo, si tornerà a votare fra alcuni anni, si porrà il problema.
Quale adesso la Sua attività e preoccupazione principale?
Mi occupo di politica estera e continuo la mia attività culturale. Ho già partecipato a più di cinquanta incontri in tutta Italia e ne ho ancora altri in programma. I temi sono sempre gli stessi: l’identità occidentale, l’immigrazione, l’integrazione.
Crede come ci l’ha detto di recente l’exPrésidente del Governo spagnolo Aznar, che l’azione metapolitica, tramite i Think Thank, le conferenze, il potere culturale, è altretanto importante quanto l’esercizio del Potere stesso?
Ho incontrato Aznar più volte e siamo completamente d’accordo su questo punto: la politica sola non basta. Se dobbiamo formare una coscienza pubblica, dobbiamo agire sulla cultura. Soprattutto dobbiamo fare in modo che la gente esprima le proprie opinioni anche su quei temi che solitamente non vengono discussi perché sono considerati politicamente non corretti. Invece la gente vuole parlare proprio di questo. C’è timore e confusione: se oggi si discute, domani si eviteranno tensioni sociali.
Lei ha incontrato anche il Papa pochi giorni fa.
Sì, ma si è trattato di un incontro strettamente privato di cui non desidero parlare per rispetto.
Quale è il tema principale dei suoi interventi? La difesa dell’Occidente? Dei Valori Cristiani e giudeo-cristiani?
Esattamente. E spiego la ragione in poche parole: se vogliamo salvare l’Europa e l’Occidente, se vogliamo continuare a godere dei vantaggi della nostra società liberale, allora non dobbiamo dimenticare i valori del Cristianesimo. Non possiamo staccare il liberalismo e la democrazia dai loro fondamenti religiosi. Una società senza valori non sopravvive.
Lei ha scritto col Papa Benedetto XVI un Libro che Chiapa l’Europa a ritrovare le sue radici cristiani, crede veramente che esiste un pericolo per l’Europa? Siamo ai livell dell’apostasia come l’ha anche detto Benedetto XVI?
Tutta la legislazione europea in materia di bioetica è una apostasia del cristianesimo. I matrimoni omosessuali, anche se si chiamano in un altro modo, lo sono. E lo stesso l’eutanasia, l’eugenetica e tante altre cose. Ma non è soltanto il cristianesimo che viene rifiutato in Europa, lo sono anche tradizionali valori laici come la difesa della vita, il rispetto della dignità della persona, la parità uomo-donna. Io sono laico e difendo questi valori esattamente dal punto di vista laico. Si tratta di riconoscere che quelli che, in origine, erano comandamenti cristiani oggi sono diventati valori condivisi da credenti e non credenti e su cui si può convenire anche soltanto su basi razionali. Mi ha fatto molto piacere che il presidente Sarkozy scrisse, nel suo libro La République, les religions, l’espérance che “la France a des racines chrétiennes, elle a des références chrétiennes, explicites dans sa culture et implicites dans ses institutions”. Questo vale per tutti i paesi dell’Europa e per tutto l’Occidente, in particolare per l’America. Per onorare quelle radici sarebbe stato importante riconoscerle nel Trattato europeo, ma è ancora più importante rispettarle nella nostra vita individuale e collettiva.
Lei ha molto bene conosciuto la scrittrice molto controversata in Francia, Oriana Fallaci, come spiega il fatto che la Fallaci sia stata processata due volte da noi e mai in Italia? Si è più liberi in Italia per esprimere il proprio pensiero?
Credo che, allora, ci sia stato un eccesso di politicamente corretto e di timore di sollevare tensioni sociali. Oggi forse non accadrebbe più: oltre a quelli delle minoranze si comincia seriamente a pensare che ci sono anche i diritti della maggioranza. Oriana Fallaci era schietta, urtante, aveva un linguaggio diretto, ma era onesta e metteva in luce problemi veri.
Lei è favorevole all’entrata della Turchia in Europa? Vi vede un pericolo? E Europea la Turchia ?
La Turchia non è Europa né geograficamente né culturalmente. La questione del suo ingresso nell’Unione europea va messa così: se l’Unione vuole essere soltanto un contenitore economico, allora non solo la Turchia ma altri paesi possono entrare; se l’Unione invece deve avere anche un’identità, allora la Turchia e altri paesi devono restarne fuori. E poi, perché la Turchia sì e Israele no?
Lei torna dalla Polonia cattolica governata dai gemelli Kaczynski, Come spiega la demonisazione della Polonia, è giustificata secondo Lei? Che responde Lei quando si accusa la Polonia di avere tradito i partner europei e di essersi schierata cogli Americani e contro la solidarietà europea, comprando sempre armi e aerei americani, e ostacolando il nuevo Trattato europeo detto “di Reforma”? [DOMANDA DA CAMBIARE]
Chi ha avuto esperienze terribili come la Polonia, teme un altro Comintern. Lo disse il presidente ceco Vaclav Klaus. E io credo che, per la sua difesa, la Polonia continuerà a guardare all’America e non soltanto all’Europa. La politica russa oggi non è rassicurante.
Lei pensa che il Legame Euro-atlantico sia in pericolo dalla sconfitta di Berlusconi e Aznar in Italia e in Spagna, e dalla fine del mandato del laborista molto vicino a G Bush, Tony Blair?
Non più. Dopo la fine dell’asse Chirac-Schroder, il rapporto euroatlantico si è rafforzato con Sarkozy e Angela Merkel. Stiamo ritornando alla tradizione. Quanto all’Inghilterra, è questione di storia, non di primi ministri.
Pensa come Bat Yé’Or che criticando l’America e schierandosi sempre con i nemici di Washington e non appoggiando lo sforzo di guerra anglo-sassone in Irak e In Afganistan, gli Europei siano caduti della Dhimmitudine?
Rischiano certamente. E porto un esempio solo. Quando il Papa nella sua famosa lezione di Ratisbona disse che il Cristianesimo è la religione della ragione (del Logos) e chiese all’islam di pronunciarsi allo stesso modo, ci furono reazioni violente in tanti paesi arabi e islamci. Durante quei giorni, l’Europa non aprì bocca, lo lasciò solo. Aveva paura. E chi ha paura è sul punto di essere sconfitto.
Cosa penda Lei come Cristiano dello Stato d’Israele? Ha il diritto Israele di lanciare delle operazioni unilaterali e armate contro il Hamas e di interrompere il versamento di aiuti pubblici a un movimento democráticamente electo?
Israele ha diritto di esistere e, se minacciato, di difendersi. Hamas lo minaccia. “Democraticamente eletto” non vuol dire “democratico”. Dobbiamo ricordare proprio all’Europa come sono nate le sue dittature?
Che responde Lei a quelli che ritengono giusto, come lo prevede il Rapport Baker o come lo vuole il Primo Ministro Zapatero, di istaurare un dialogo con la Siria , il Hezbollah e l’Iran per conseguire la Pace in próximo-Oriente?
È falso che la pace si fa con i nemici. La pace si fa quando i nemici decidono di interrompere le ostilità e stringere un accordo. In medio Oriente, non vedo nessuno che seriamente vuol stringere un accordo con Israele. Vedo solo minacce contro la sua esistenza.
In Fine, che Pensa Lei del nostro Presidente Sarkozy e del suo progetto di Unote del Mediterráneo?
Se unità vuol dire un’unica organizzazione politica, allora non sono d’accordo. Ma non credo che sia questo ciò che il Presidente Sarkozy ha in mente. Mi sembra un politico prudente e di ampie vedute.

