La Caduta del Governo Prodi: l'analisi di Roberto de Mattei
INTERVISTA al Prof Roberto de Mattei, a cura di Alexandre del Valle; France soir 4 febbraio 2008
Professore, Come Lei interpreta e perché è caduto il Governo Prodi?
Le elezioni del 2006, che hanno portato al Governo Prodi, si erano concluse in parità, tra le de coalizioni di destra e di sinistra. Prodi vinse per poche migliaia di voti, ma rifiutò ogni forma di collaborazione con l’opposizione, pretendendo di governare in maniera autocratica. E’ caduto perché la sa maggioranza parlamentare era troppo esigua e dilaniata da lotte interne. Ma egli è caduto soprattutto perché ha governato male, irritando anche coloro che lo avevano votato. Il governo Prodi è stato uno dei peggiori governi italiani degli ultimi venti anni,
Crede che Silvio Berlusconi tornerà prossimamente al potere?
L’Italia ha bisogno di stabilità e il ritorno di Berlusconi al governo è l’unica garanzia di stabilità nei prossimi anni. Il problema però, oggi in Europa, non è quello di vincere le elezioni, ma di riuscire a governare.
Non sarà indebolito dalla nuova divisione o rivalità tra Forza Italia e i suoi ex alleati (AN, UDC e LEGA)?.
La principale causa della sconfitta di Berlusconi nel 2006 è stata proprio la divisione all’interno della sua coalizione. I contrasti all’interno del centro-destra nascono però da lotte di potere per succedere a Berlusconi, mentre i contrasti all’interno del centro-sinistra sono ideologici e dunque molto più profondi. Era, e sarà, impossibile tenere insieme i partiti vetero-comunisti di Bertinotti e di Diliberto con i moderati di sinistra come l’ex premier Dini. Il governo Prodi viveva grazie all’appoggio determinante dei senatori a vita e di un monarchico trasbordato al centro-sinistra come il senatore Domenico Fisichella..
Crede nel futuro del grande partiti che Berlusconi vuole creare?
Il futuro del partito di Berlusconi e, più in generale, del centro-destra.è legato, a mio avviso, alla piattaforma di valori a cui si richiamerà, La classe politica italiana è viziata da un pragmatismo che deriva più dal cinismo morale di Francesco Guicciardini che dal realismo del suo contemporaneo Niccolò Machiavelli. la battaglia che apre il XXI secolo è quella tra i valori permanenti dell’Occidente e l’ideologia relativista nata dalla decomposizione delle ideologie totalitarie del secolo precedente. Il pragmatismo che proclama la fine delle ideologie, è però anch’esso una ideologia, il cui nucleo concettuale è costituito dal relativismo. .
Cosa pensa del progetto sarkoziano dell’Unione del Mediterraneo?
Non mi è chiaro cosa Sarkozy intenda con il suo progetto. Io credo che si debba pensare ad un “Mediterraneo allargato” che comprenda non solo le due sponde, nord e sud, del Mediterraneo, ma un più ampio arco marittimo che da Gibilterra si estende fino al Mar Nero. Bisogna recuperare quei Paesi dell’Est, come la Romania,l’Ucraina, la Georgia, che fanno parte a pieno titolo della civiltà europea e mediterranea-
Lo scorso 17 gennaio, all’Università “La Sapienza” di Roma,, uno sparuto gruppo di docenti (67 su 4.500) e di studenti (poche centinaia su 135.000) è riuscito a imporre, l’annullamento della presenza di Benedetto XVI alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. Per comprendere la gravità dell’accaduto, va ricordato che “La Sapienza” è stata fondata da Papa Bonifacio VIII nel 1303 e, per oltre cinque secoli, fino al 20 settembre 1870, è stata l’università della Santa Sede. Il Papa, inoltre, che esercita la sua sovranità sulla Città del Vaticano, non è un qualunque capo di Stato, con cui la Repubblica italiana mantiene relazioni diplomatiche, ma è considerato, non solo dai cattolici, la più alta autorità spirituale e morale del mondo intero, e viene invitato nelle più grandi assisi internazionali.. Benedetto XVI viene ricevuto ovunque, ma non può parlare in quella stessa Diocesi di cui è Vescovo e in cui, nel 2000, si è svolto svolgere un oltraggioso “Gay Pride”, oggettivamente oltraggioso, nell’anno sacro del Giubileo..
Le ragioni dell’accaduto sono squisitamente ideologiche. Il cosiddetto “postcomunismo” non si è liberato dal marxleninismo, ma solo della dimensione utopica di questo pensiero, continuando a farne propria la carica distruttiva. Il nucleo del marxismo, come di ogni forma di pensiero rivoluzionario, è infatti un evoluzionismo dialettico che si traduce in un radicale relativismo culturale e morale. L’avversione per le radici cristiane dell’Occidente è la vera molla propulsiva di chi ha voluto cacciare Benedetto XVI dall’Università di Roma.
L’eco data dai “media” di tutto il mondo alla vicenda dimostra però l’importanza che la Chiesa ancora oggi riveste e il crescente ruolo che essa svolge nello spazio pubblico. Le profezie antireligiose del marx-illuminismo si dissolvono come neve al sole: il Papa resta protagonista per della scena internazionale e proprio per questo resta il bersaglio delle lobby marxiste e laiciste di ogni tipo.
Roberto de Mattei (Roma, 1948) è Professore di Storia Moderna all’Università di Cassino e di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso la nuova Università Europea di Roma. Ha avuto un ruolo importante nel rilancio delle Scienze Umane, all’interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di cui è stato Vice Presidente dal 2004 al 2007 e del cui Consiglio di Amministrazione fa ancora parte. E’ stato, dal febbraio 2002 al maggio 2006, Consigliere per le questioni internazionali del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini, partecipando ai lavori della Convenzione europea (2002-2003), dove ha condotto una intensa battaglia per l’inserimento del richiamo alle radici cristiane dell’Europa nel progetto di Trattato costituzionale. Presidente della Fondazione Lepanto, è uno tra i pochi intellettuali italiani apertamente schierato contro l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. È direttore della rivista trimestrale di Storia “Nova Historica”, del mensile "Radici Cristiane", dell’agenzia di stampa settimanale "Corrispondenza romana" (che appare ogni venti giorni, anche on-line, in lingua francese come “Correspondance européenne). E’ autore inoltre di pubblicazioni tradotte in varie lingue tra cui, in francese La souveraineté nécessaire (Prix Renaissance Catholique 2001, Francois Xavier de Guibert, Paris 2000) . I suoi suoi ultimi libri apparsi in Italia sono De Europa: Tra radici cristiane e sogni postmoderni (Firenze 2006) e La dittatura del relativismo (Chieti 2007). .

