“La strategia a doppio bordo di Zawahiri”
All’ occasione del 5to. Anniversario dell'intervento anglo-americano in Iraq (aprile 2003), al Qaeda tenta di galvanizzare le sue truppe, indebolite in Iraq da quando delle tribù sunnite, prima insorte contro gli americani, hanno raggiunto l’alleanza e abbandonato una Jihad che uccide più musulmani che non “gli incrociati” e che non è più sostenuta da parte degli iracheni. (trad; Gisela Cepparo)
Il numero due di al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ha informato, in una registrazione audio diffusa giovedì scorso, che lo Jihad era lontano dall'essere superato in Mesopotamia. Quarta dell'anno, la dichiarazione di Zawahiri, il quale risponde regolarmente agli internauti sui siti web; Al-Sahab ed Al-Faîr, fa seguito a quella del 2 aprile giustificando gli attentati ad Algeri (11 morti) contro l'antenna algerina dell'ONU, " nemico dell’islam e dei musulmani", e giusto dopo l'avvertimento video di bin Laden, fine marzo, dove minaccia l'Europa, “responsabile delle caricature di Maometto. Tentando di negare che Al Qaeda ha subito degli inversi, Zawahiri ha beffeggiato i combattenti derivati dall'insurrezione antiamericana passati nell'altro campo (“consigli di risveglio”), affermando che “molto presto l'Iraq diventerà la fortezza dell'islam, da dove saranno lanciate le brigate per liberare la moschea Al-Aqsa a Gerusalemme”. Prendendo atto del fatto che Bush ha congelato il piano di ritiro dei GI's, l'ex capo del movimento "jihad islamico" egiziano conta sul fatto che in caso di vittoria dei democratici decisi a ritirare o disminuire le truppe in Iraq, la Jihad irachena, che è stata indebolita soltanto dal rafforzamento delle truppe US in Iraq (Surge), conosce una rinascita. Ma il dottore Zawahiri non si accontenta di fustigare “gli americani incrociati”. I suoi peggiori nemici si trovano nell'ambito del mondo musulmano, in particolare del lato dell'Iran sciita, il quale cercherebbe “di allegare il sud dell'Iraq”. Oppure del lato del governo egiziano, il quale “ammazza di fame il suo popolo”, applicando un "piano americano-sionista"….Conformemente all'ideologia islamica salafita, che sogna con ristabilire il Califfato abolito da Atatürk nel 1924 (Califfato ottomano) e combattere ogni aggiornamento o democratizzazione del mondo islamico, Zawahiri ha chiamato alla creazione d'un grande Stato musulmano che supererebbe il quadro nazionale, “divisione dell’Oumma”, Un'entità pan-islamica che non includerà mai gli sciite persiani, essendo loro i nemici dei sunniti arabi. Poiché Teheran è accusata di voler “allegare il sud dell'Iraq, con l’Est della penisola arabica”, dove vivono un gran numero di sciiti, ignorando le rivalità tra Washington e Teheran attorno al controllo dell’Iraq e della "resistenza” dello sciita Moqtada al-Sadr. Zawahiri denuncia “il complotto fomentato contro l'Iraq per gli Stati Uniti e l'Iran” il quale mira a provocare una " esplosione della regione". In realtà, i violenti scontri anti iraniani del cervello di al Qaeda, il quale convinse in precedenza bin Laden a passare dallo jihad contro i Sovietici a quello contro i regimi musulmani (“traditori”), si spiegano con due fattori: 1/ la lotta per il potere in Iraq, il quale oppone i sunniti anticamente al potere, demograficamente minoritari, ad una maggioranza sciita in precedenza perseguitata che prende la sua rivalsa, come i kurdi, dopo alla caduta di Saddam. In secondo luogo, la concorrenza, sul mercato dell’islamismo radicale, che oppone i Salafiti djihadistes, incarnati da Al Qaeda, alla repubblica islamica iraniana d’Ahmadinejad, la quale minaccia la direzione sunnita da quando i pivot di Teheran in Iraq, in Palestina (Hamas) ed in Libano (Hezbollah, “i fedeli del sud-Libano”), collegano i successi mediatici, militari e politici contro i sunniti. Senza dimenticare la progressione demografica degli sciiti del Golfo, seduti, come i Kurdi, sui pozzi di petrolio, e le conversioni al Shiismo della Siria in Magreb. Alla fine, il discorso di Zawahiri è a doppio filo: lui ricorda che i peggiori nemici dei musulmani sono gli islamici, i più grandi uccisori di musulmani, l'argomentazione che ha già allontanato dallo Jihad molti iracheni…

