• Home
  • Site Internet
Dimanche, 24 mai 2009

Perchè la Turchia non puo' entrare nell'Europa, Guerini, Milano

Italiano

"La Turchia musulmana clandestina in Europa" ; Prefazione al nuovo libro di Alexandre del Valle, "Perchè la Turchia non puo' entrare nell'Unione Europea", a cura di Roberto de Mattei, pubblicata su Libero il 14 Maggio 2009

L’ingresso della Turchia nell’Unione Europea rappresenta uno dei primi e più scottanti problemi sul tappeto della politica internazionale.

Nel vertice del 5 aprile 2009, a Praga, il nuovo presidente americano Barack Obama, pur sapendo quanto sia controversa la questione turca, ha insistito con forza perché l’Europa apra le sue porte al governo di Ankara. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno espresso, con altrettanta chiarezza, la loro riluttanza di fronte a questa prospettiva. La posizione dei due governi centro-europei costituisce un importante fatto nuovo, rispetto al dicembre 2004, quando, con l’appoggio determinante del presidente francese Jacques Chirac e del cancelliere tedesco Gerhard Schröder, fu stabilito ufficialmente il calendario dei negoziati con la Turchia, tuttora in corso. Le voci dell’allora cardinale Ratzinger, che definiva «antistorico» l’ingresso della Turchia in Europa, e del presidente della Convenzione Valéry Giscard d’Estaing, che definiva il possibile evento come «la fine dell’Unione Europea» rimasero isolate. Il governo di Silvio Berlusconi, allora e oggi, si è schierato su posizioni “turcofile”, assolutamente non comprese dall’elettorato del Popolo della Libertà.

Alcuni miti da sfatare
Le ragioni che vengono addotte a favore dell’adesione turca all’Ue sono principalmente di natura economica e politica: esse vanno dall’importanza di un maggiore e più sicuro approvvigionamento energetico alla necessità di allearsi con l’islam «moderato» turco, contro il fondamentalismo islamico. Contro queste ragioni, ne militano tuttavia altre ben più cogenti. Le esprime bene Alexandre del Valle, uno studioso italo-francese, consulente di alcuni uomini politici europei, che ha al suo attivo una serie di importanti volumi tra cui Le totalitarisme islamiste à l’assaut des démocraties (2002) tradotto in Italia.

Uno dei primi miti da sfatare è quello della Turchia “laica” e filo-occidentale. È vero che in Turchia, dopo la Prima guerra mondiale, si è instaurata, sulle rovine dell’Impero ottomano, una Repubblica di impronta fortemente laicista, guidata dal generale Mustafa Kemal, che nel 1934 ha ricevuto il titolo di Atatürk, «padre dei turchi». Da allora, il processo di secolarizzazione del paese avviato da Atatürk ha preso il nome di kemalismo ed è continuato, dopo la sua morte, sotto il pugno di ferro dei militari. Ma a partire dagli anni Settanta, sotto l’influsso dei Fratelli musulmani, ha avuto inizio un processo di reislamizzazione del paese, culminato nel 2002 con l’ascesa al governo del Partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) di Recep Tayyip Erdogan. Il volto “moderno” e “laico” della Turchia kemalista non corrisponde più alla realtà odierna. A partire dagli anni Novanta, l’islamismo si è imposto sulla scena politica turca. I capi di governo e di Stato che oggi guidano il paese, Erdogan e Abdullah Gül, sono due discepoli di Necmettin Erbakan, l’artefice di un movimento di reislamizzazione che travalica i confini della Turchia e si estende a tutta l’emigrazione turca in Occidente.

Non a caso, la Turchia, presunto paese del laicismo, è oggi uno dei paesi dove si costruiscono più moschee e dove i partiti islamici registrano i maggiori successi elettorali. La reislamizzazione della società è visibile a tutti i livelli. Nel paese sono 90.000 gli imam stipendiati dallo Stato e 85.000 le moschee attive, una per ogni 350 cittadini: il più alto numero pro capite di moschee nel mondo. Parallelamente alla ricomparsa del velo nelle strade e nei luoghi pubblici, la chiamata del muezzin in arabo, un tempo proibita da Atatürk, scandisce ormai le giornate dei turchi, all’ombra dei minareti.

La Turchia odierna vive un’insanabile contraddizione. L’Unione Europea richiede, come condizione per il suo ingresso nelle istituzioni comunitarie, l’allineamento ai «criteri di Copenaghen» e agli «standard democratici» occidentali violati dall’arbitrio di potere dei militari; ma la ragione per cui oggi la Turchia non è un paese totalmente islamico è proprio il fatto che l’esercito si fa garante del suo secolarismo. L’unico freno alla islamizzazione viene dalla nomenklatura militare, fedele all’eredità kemalista. Se la coercizione dell’esercito venisse meno, cadrebbe l’unico argine contro il fondamentalismo.

L’incerta alleanza geopolitica
I fautori dell’entrata della Turchia nell’Unione Europea sostengono che la Turchia sarebbe un alleato naturale dell’Occidente contro l’islamismo. Ma nella misura in cui la Turchia si democratizza è destinata ad abbandonare il secolarismo. L’Unione Europea avrebbe tra i suoi Stati membri un paese pienamente islamico, proprio grazie al rispetto delle regole democratiche, che in Turchia porterebbero rapidamente al potere il fondamentalismo. Oggi, l’interesse di Erdogan sembra proprio quello di servirsi dell’Unione Europea per poter smantellare il potere dei militari e permettere alla Turchia di ritrovare la sua identità islamica, cancellata da Atatürk.

Quel che è certo è che, con o senza Erdogan, la Turchia postkemalista si affermerebbe come il paese leader del mondo islamico all’interno dell’Unione Europea, dove giocherebbe un ruolo da protagonista. Il Progetto di Trattato costituzionale attribuisce infatti agli Stati europei un peso politico proporzionale a quello demografico. Nel 2015 la Turchia, con 90 milioni di abitanti, sarebbe il paese più popolato dell’Unione Europea e quello che avrebbe il maggior numero di parlamentari. Attorno alla Turchia si coagulerebbero i musulmani, non solo turchi, di tutta Europa.

Il ruolo chiavedi Israele
L’Unione Europea avrebbe tra i suoi Stati membri un paese pienamente islamico, proprio grazie al rispetto delle regole democratiche, che in Turchia porterebbero rapidamente al potere il fondamentalismo. E la Turchia rappresenterebbe un’enclave islamica in Europa, non attraverso le sue minoranze immigrate nel continente europeo, ma in quanto Stato dell’Unione, sullo stesso piano degli altri paesi che ne sono membri.

La Repubblica turca potrebbe rivendicare il diritto a guidare il Parlamento e la Commissione europea e, dall’alto di questo ruolo, pretendere l’adozione di misure repressive contro ogni forma di “islamofobia”, favorendo così la trasformazione del continente europeo nella “Eurabia” prevista dalla voce solitaria di Oriana Fallaci. Intanto la Turchia di oggi non solo si rivela incapace di proteggere le sue minoranze religiose, ma di fatto le sopprime. Formalmente vige la libertà di culto, ma i cristiani vivono in una situazione di “dhimmitudine”, ossia di sostanziale sottomissione all’islam. I loro diritti sono conculcati e le loro vite spesso messe in pericolo. L’isolamento, l’intimidazione politica e psicologica, la persecuzione religiosa costituiscono l’esperienza quotidiana dei cristiani al di là del Bosforo.

La richiesta della Turchia di entrare in Europa non deve essere necessariamente interpretata come un cambiamento nella sua storia o come una scelta di “europeizzazione” dei suoi costumi e delle sue istituzioni. Il progetto di Erdogan, descritto da Alexandre del Valle, è quello di affermare fortemente l’identità turca in Europa e fuori di essa, grazie alla forza della “diagonale” o “dorsale verde” che dalla Bosnia arriva alla Tracia orientale. Il ruolo di “bastione dell’Occidente” nel Medio Oriente che negli anni Cinquanta sembrava svolgere la Turchia, oggi è svolto dallo Stato di Israele. Ma se nel 1994 l’élite kemalista, che si proponeva di fare della Turchia un paese “occidentale” nell’ambito del mondo islamico, favorì la ratifica di un accordo di cooperazione militare con Israele, nel febbraio 2009 il premier Erdogan ha insultato pubblicamente lo Stato di Israele, in occasione del Forum di Davos, e al suo ritorno in patria è stato accolto come «il nuovo Saladino» e il simbolo dell’orgoglio musulmano da una folla che sventolava bandiere turche e palestinesi.

Lo scontro delle civiltà
Alexandre del Valle, per il suo approccio geopolitico al problema della Turchia e, più in generale, a quello del rapporto tra Europa e islam, può essere ascritto alla scuola di Samuel P. Huntington, l’autore del celebre Lo scontro delle civiltà, morto il 24 dicembre 2008. Come Huntington egli sottolinea giustamente l’importanza dell’identità nei processi politici. Ma il limite del suo orizzonte, come nel caso dello studioso americano, è nell’assenza di riferimento a un ordine metafisico di valori universali che fondi e orienti la vita politica internazionale. Il vero problema, in questo senso, più ancora che la minaccia della Turchia all’equilibrio politico europeo, è la perdita delle radici cristiane del nostro continente. Del Valle ci aiuta a impostare questo tema cruciale.(Recensione di: Perché la Turchia non deve entrare in Europa di Alexandre Del Valle, Guerini e Associati, 2009)

Alexandre del Valle est géopolitologue, auteur de nombreux articles et ouvrages dont "Le Totalitarisme Islamiste" et "Le Dilemme Turc" parus aux éditions des Syrtes.
Posté par Alexandre del Valle dans Italiano - Commentaire: (1)
Tags pour ce billet: akp, alexandre del valle; turchia, allam, elezioni, erdogan, europa, gül, guerini, islam, islamismo, islamista, istambul, lepanto
Billets ayant les mêmes tags :
I musulmani: prime vittime del Terrorismo islamico
Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
Il velo che copre l’Europa
La Turquie à la croisée des chemins
Le mani sulla Turchia
1978 visites
Commentaires
Afficher les commentaires en (Vue non groupée | Vue groupée)

#1 - alessio Caraffa 23.06.2009 14:52 - (Répondre)

analisi lucidissima! Libro, da comprare cordiali saluti Alessio


Ajouter un commentaire


Pour éviter le spam par des robits automatisés (spambots), merci d'entrer les caractères que vous voyez dans l'image ci-dessous dans le champ de fomulaire prévu à cet effet. Assurez-vous que votre navigateur gère et accepte les cookies, sinon votre commentaire ne pourra pas être enregistré.
CAPTCHA

 
 

Agenda

Le 23-10-2010 : Convegno sull'Islam in Europa, Centro Romano Guardini, Verona, in presenza dell'Onorevole Lorenzo Fontana, Bat Yé'or, Roberto de Mattei, Alexandre del Valle; contatti: Prof Leonzio Veggio :sic.est@libero.it (dans 47 Jours)
Le 24-06-2010 : Conferenza di Alexandre del Valle, invitato da Roberto de Mattei e dal Centro Lepanto il 24 giugno, Tema:"Il Burqa attraverso l'Europa"; Del VAlle presenterà anche il suo ultimo libro Rossi-neri-verdi, pubblicato dalle edizioni Lindau. Luogo: Roma, Piazz

Catégories

Articles amis Brèves Documents Cartes Droits de réponse Médias Soutien Grands médias Actualité Juive Afrique Nouvelle Altalena Autres Conflits Actuels Droit à la Sécurité France Soir Géostratégiques Information Juive Israël Magazine Jerusalem Post Kountrass L'Observatoire du Monde juif La Droite Libre Le Figaro Le Figaro Magazine Le Lien Le Monde Marianne Nouvelles d'Arménie Outre Terre Panoramiques Politique Internationale Spectacle du Monde Stratégique Sud-Ouest Sur le Ring tribune juive Valeurs Actuelles Others languages Deutsch English Español Greek Italiano Portugues Russian Ukrainian Ouvrages Radios Recensions

Billets récents

La Chine adoube le futur homme fort de la dictature nord-Coréenne
6 septembre 2010
Hommage au général Pierre Marie Gallois (CR)
25 août 2010
Le Gouvernement Berlusconi va-t-il imploser ? Nouvelles d'Italie
18 août 2010
I musulmani: prime vittime del Terrorismo islamico
28 juillet 2010
Vénézuela : Hugo Chavez montre les dents
28 juillet 2010

Mots clés

11 septembre abdullah Gül Afghanistan ahmadinéjad akp Al-Qaïda alexandre del Valle al qaeda Al Qaïda al qaïda frères musulmans Ankara antiracisme antisionisme antisémitisme arabie saoudite arménie aznar Bat Yé'Or Ben Laden Berlusconi Bin Laden Bruxelles capitoli dell'acquis communitario choc des civilisations Chypre CIA clash cold war communisme critri di Copenhague darfour Del Valle De Mattei dhimmitude droite libre erdogan Etats-Unis Europa Europe extrême-gauche faes fascisme islamiste fratelli musulmani Frères musulmans Golfe guerre froide génocide Gül hamas huntington integralismo intégrisme iran islam islamisme islamismo Israël Istanbul jihad Kosovo les syrtes madrid manhattan milli Görüs nazisme nucléaire obama ossama ben Laden Oussama Pakistan palestiniens Politicamente corretto politiquement correct rachid Kaci ramadan recep erdogan revivalism rouges-bruns-verts russie salafisme sarkozy Serbie Soudan strategy stratégie Taliban terrorism terrorisme totalitarisme islamiste totalitarisme vert turchia turquie téhéran union européenne UOIF wahhabisme Washington World Trade Center zapatero Zawahiri

Archives

  • Septembre 2010
  • Août 2010
  • Juillet 2010
  • Récentes...
  • Plus anciennes...

Commentaires

Alexandre à propos Hommage au général Pierre Marie Gallois (CR)
lundi 6 septembre 2010 18:00
Bonsoir, il serait en effet utile et i ntéressant de publier un aouvrage coll ectif d'hommage à la vision globale et [...]
Del VALLE à propos Hommage au général Pierre Marie Gallois (CR)
lundi 6 septembre 2010 17:57
Ouije comprends, il a achevé de convai ncre tant de gens sur tant de choses, Pour ma part, il a encouragé et préfac [...]
veliocas à propos Hommage au général Pierre Marie Gallois (CR)
dimanche 5 septembre 2010 21:55
l'ouvrage collectif "Devoir de vérité" publié en 2002 dressa une impitoyable radiographie des maux qui rongent la [...]
maximedeger à propos Hommage au général Pierre Marie Gallois (CR)
lundi 30 août 2010 16:47
Il serait intéressant de publier une b ibliographie de ce grand général qui v ient de nous quitter peu après un autr [...]
alexandre del valle à propos La Russie tiraillée entre l’Orient et l’Occident
mercredi 18 août 2010 18:53
Cher Monsieur, je n'ai rien à ajouter à ce que vous dites qui reflète très e xactement ma pansée!! votre constat d' [...]
Pedja à propos La Russie tiraillée entre l’Orient et l’Occident
mardi 3 août 2010 21:47
Bonjour, Bravo à la fois pour votre blog et votre article. J'ai une re marque, au sujet du triangle ambigüe M [...]
alex à propos La Russie tiraillée entre l’Orient et l’Occident
mercredi 28 juillet 2010 13:43
oui merci, cela est rectifié, bien à v ous, très aimable. Alexandre
boubou à propos La Russie tiraillée entre l’Orient et l’Occident
mardi 27 juillet 2010 08:53
Il manque un bout de phrase "votan t d’autres sanctions contre Téhéran sa ns son avis et pénalisant les entrepri [...]
Carlo à propos Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
jeudi 17 juin 2010 23:50
Sì, interessante anche alla luce delle critiche di Saakashvili a Sarkozy per la vendita della Mistral ai russi. Sa [...]
anonyme à propos Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
vendredi 11 juin 2010 22:13
Altro articolo sui rapporti Iran-Georg ia in italiano (http://blog.panorama.i t/mondo/2010/05/27/lalleanza-tra-iran- [...]
Carlo à propos Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
vendredi 11 juin 2010 22:04
Ecco dove porta l'appoggiare i neofasc isti anti-russi come Jushenko e Saakas hvili (che piacciono ai liberal-sorosi [...]
alexandre à propos Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
mercredi 2 juin 2010 20:05
mi compiacio che Lei condividi la mia visione del Panoccidente, Cordiali sal uti, ADV
alexandre à propos Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
mercredi 2 juin 2010 20:03
Lei ha detto tutto!! condivido piename nte la Sua conclusione al mio pezzo! C ordiali saluti, ADV
anonyme à propos Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
samedi 29 mai 2010 18:56
Dmitrij Medvedev a Berlino il 9 giugno 2008: "Il futuro ordine mondiale è direttamente collegato al futuro del [...]
Carlo à propos Enigma non-allineato: Favorevoli al multipolarismo o schierati contro l'Occidente?
samedi 29 mai 2010 12:30
Carissimo Prof. Del Valle, il multipol arismo probabilmente è inevitabile, a causa della crisi che ha colpito l'Ame [...]

Syndiquer ce Blog

  • XML RSS 2.0 feed
  • ATOM/XML ATOM 0.3 feed
  • Add to Google

Connexion

 

© Copyright Alexandre del Valle - 2007