La vision géopolitique de Nicolas Sarkozy pour l'Europe
La nouvelle alliance franco-russe, condition de l’équilibre européen et “panoccidental”
La visite d’Etat de trois jours du président russe Dimitri Medvedev, reçu à l’Elysée lundi 1er mars par Nicolas Sarkozy (3e visite après celles d’Evian en octobre 2008 et de Nice en novembre 2008) a suscité moult critiques : Nicolas Sarkozy aurait sacrifié les droits de l’homme (notamment en Tchétchénie) sur l’autel des intérêts économiques. Une décision mal perçue en Pologne et dans les Etats baltes, qui s’opposent au rapprochement euro-russe et à la livraison d’armements aux pays bafouant les droits de l’homme où menaçant un Etat membre. A ces attaques, on peut répondre que certains pays de l’ex-pacte de Varsovie adhérant à l’UE depuis 2004 devraient comprendre que l’Europe n’est pas une succursale de l’Otan ou des Etats-Unis ayant pour but d’endiguer une Russie détestée.
Concernant la vente des Mistral reprochée à Nicolas Sarkozy, on se demande en quoi l’exportation de matériaux high-tech vers la Russie semi-démocratique serait plus condamnable que les contrats juteux signés avec les monarchies islamiques anti-démocratiques du Golfe, avec la Chine, plus grande dictature de la planète, ou encore avec des pays comme la Turquie, qui persécute ses « oligarques » libéraux sans que personne ne bronche, car Ankara fait partie de l’Otan. Sur la question des droits de l’homme, si Nicolas Sarkozy a esquivé la question, c’est parce qu’il a préféré donner des signes d’encouragement au jeune président Medvedev qui, à maintes occasions, s’est montré attaché à l’Etat de droit et à la défense des droits de l’homme, points de divergences avec Poutine.
Sarkozy aurait-il dû accabler à l’Elysée un Medvedev qui ose dénoncer le « nihilisme judiciaire » russe, une économie russe « arriérée, corrompue » et « primitive », reposant trop sur la fourniture d’hydrocarbures (70 % des exportations russes et 20 % du PIB), appelant à plus de transparence et de diversification économique, puis une « démocratie affaiblie » ? Devrait-on ostraciser l’homme politique russe le plus pro-occidental qui rêve d’ancrer plus son pays dans l’Europe et le monde libre ?
A juste titre, Nicolas Sarkozy estime qu’ostraciser Moscou serait « contre-productif », que cela la pousserait dans le camp de la Chine et des ennemis de l’Occident, comme l’Iran qui, en accédant au nucléaire militaire, ouvrira une ère de prolifération balistique et nucléaire mondiale. D’évidence, la politique de la main tendue de Barack Obama à la Russie et sa décision d’abandonner partiellement le projet de radars et antimissiles en Europe centrale a motivé Moscou à accepter l’idée de sanctions renforcées contre Téhéran. Cela a permis un « front commun » à l’ONU avec la Russie pour endiguer le dangereux Ahmadinejad. Et la Russie est la seule capable de convaincre la Chine de bloquer également l’Iran. Il est donc urgent d’abandonner les préjugés de la guerre froide et de construire avec la Russie le « Panoccident », un espace géopolitique et de civilisation allant de Vancouver a Vladivostok qui rassemble les peuples de culture judéo-chrétienne, démocratique et européenne.


#1 - veliocas 09.03.2010 23:34 - (Répondre)
A noter que deux des plus proches conseillers de François Fillon, Jean Boishue et Igor Mitrofanoff, sont plus que russophiles et maitrisent parfaitement la langue de Dostoievski...ceci expliquant peut être cela. Sarkozy revient de loin, sa visite à Moscou après la guerre georgienne a été bénéfique... il comprit alors le vrai scénario du film, Saakashvili dans le rôle du clown suicidaire. En tant que catholique-conservateur, la geste de Medvedev me réjouit. J'ai pu constater lors d'un voyage à Moscou l'année dernière que la francophilie y est bien réelle, j' eu l'occasion de rencontrer des jeunes de moins de 30 ans maitrisant le français, chose qui m'a fait chaud au coeur! Je suis content que vous ayez gardé la même ligne que dans "Guerres contre l'Europe"...ouvrage qui à sa réédition en 2001 eut une grosse influence sur moi. Cdt. Joachim.
#2 - alexandre 10.03.2010 21:26 - (Répondre)
merci pour votre commentaire très aimable, et c'est vrai que j'ai toujours défendu cette ligne claire et "panoccidentale", bien à vous, cordialement, alexandre
#3 - Carlo 31.03.2010 16:46 - (Répondre)
Veramente ottimo Prof. Del Valle, da quanto stiamo capendo c'è anche la sua influenza intellettuale dietro quest'ottima politica estera del Presidente Sarkozy, soprattutto per il no alla Turchia in Europa cui fa eco anche Merkel. E abbiamo visto che anche i Liberali del Belgio come Sarkozy stanno puntando il dito contro il burqa. Très bien! Per ora rimproveriamo a Sarkozy solo la politica interna: sicuramente ha fatto dei progressi notevoli aprendo al Papa e in materia di immigrazione, ma purtroppo continua a favorire l'islamizzazione della Francia con la consulta francese. Sarko, dopo la batosta alle regionali dovrebbe pensare seriamente ad una alleanza anti-socialista con la signora Marine Le Pen oltre che con il visconte Philippe de Villiers il quale conta relativamente poco fuori la Vandea, la signora Le Pen sembra voler dare una svolta al Front National il quale potrebbe diventare ancora più "sarkocompatibile", la democrazia francese avrebbe soltanto benefici se la polemica sull'identità nazionale e l'islam del FN fosse integrata nella politica di governo come è accaduto in Italia con la Lega Nord di Umberto Bossi, Sarkozy invece ha imbarcato troppi ex Ps e il dibattito sull'identità nazionale non ha prodotto molto. Un Governo francese UMP-MPF-FN potrebbe finalmente adottare una politica d'islam non più accondiscendente verso i Fratelli mussulmani, perché il FN contesta apertamente le loro moschee mentre l'Ump non osa farlo. Notevole anche l'elogio del presidente colombiano Uribe fatto da Le Pen al Parlamento europeo. Un FN di governo al di là delle provocazioni - le faceva anche Bossi un tempo - sarebbe anche meno propenso a confondersi con gentaglia tipo Soral e compagnia e smetterebbe di frequentare certi ambienti troppo estremisti. Una politica estera panoccidentale per funzionare deve essere accompagnata da una vera difesa interna dell'identità nazionale come ci insegna Huntington.
#4 - Anonyme 31.03.2010 18:00 - (Répondre)
Interessante a proposito del discorso sul Panoccidente il libro - poco noto in verità - di Carlo Pelanda (http://www.carlopelanda.com/) "La Grande Alleanza. L'integrazione globale delle democrazie" (http://www.lagrandealleanza.it/). Pelanda sostiene a proposito del destino geopolitico della Russia: "Un’alleanza molto forte con l’Europa e con gli Stati Uniti. Sull’argomento ho scritto un libro e sono quindi un po’ prevenuto, nel senso che sono a favore di questo scenario. Perché la sola alleanza Russia-Ue diventerebbe una rottura che spingerebbe gli Usa sempre di più verso la Cina. E questo non conviene. Invece un’alleanza a tre, con la Cina che resta in affanno, isolata, ricostruirebbe il potere dell’Occidente nel mondo. Come la Siria è il punto di cardine per tutta la riappacificazione del Medio Oriente, la Russia è il punto di cardine per determinare se tra vent’anni il mondo sarà nelle mani dei cinesi oppure in quelle del sistema occidentale." E ancora:"la formazione dell’Aquila a tre teste (America, Europa e Russia) come nuova configurazione dell’occidente-nucleo capace di compensare il gap di scala per poter tenere sotto controllo l’Asia. Serviva un occidente più grande per trattenere il Giappone, convincere l’India a farne parte e pressare la Cina, il futuro nemico. Tale progetto di convergenza delle tre Rome (protestante, cattolica ed ortodossa) appare ora più necessario. E' prevedibile che la maggior parte degli analisti lo irrideranno sostenendo che la realtà mostra la tendenza opposta. L’America vuole continuare da sola perché non si fida degli europei e di Mosca, l’Europa persegue l’autonomia e la Russia nuovamente l’impero. Per esempio, proprio in questi giorni Putin tenta di collocarsi sia come membro del G8 sia come partner della Cina (vertice del Gruppo di Shangai), la Ue emette segnali di distinzione con gli Usa e Washington rappezza come può il suo modello stellare un centro che instaura relazioni bilaterali con tutti. Così l’apparenza. La realtà è diversa: (a) Mosca sta gestendo la Cina come un problema e mai le sarà alleata; (b) le élite europee sono terrorizzate dall’idea di uno strappo con l’America; (c) e questa sa che da sola non ce la può più fare. Anzi è disperata e agisce unilateralmente perché deve e non perché vuole. Tokyo teme di essere assorbita dalla Cina e New Dehli di dover contenere Pechino da sola. Tutti questi stanno aspettando un progetto di nuovo impero di cui essere parte diretta o associata. Quindi è ora il momento migliore per lanciare la soluzione dell’aquila tricipite: risolve a tutti il problema, compreso quello islamico." In pratica a Washington, Bruxelles e Mosca converrebbe cooperare con India e Giappone contro la minaccia islamica e la minaccia cinese ridefinendo in seno all'Occidente il sistema di alleanze in atto dalla fine della guerra fredda che taglia fuori la Russia.
#5 - alexandre 06.04.2010 14:05 - (Répondre)
osservazione geopolitica interessantissima! La ringrazio e guardo subito cio' che scrive Carlo Pelanda sulla "La Grande Alleanza. L'integrazione globale delle democrazie"; Grazie tante e cordiali saluti; Alexdandre del Valle