Billets marqués comme prodi
Roberto de Mattei, entretien
La chute de Romano Prodi et le retour annoncé de Silvio Berlusconi, l'avis autorisé d'un intellectuel iconoclaste
Read MoreLa Caduta del Governo Prodi: l'analisi di Roberto de Mattei
INTERVISTA al Prof Roberto de Mattei, a cura di Alexandre del Valle; France soir 4 febbraio 2008
Professore, Come Lei interpreta e perché è caduto il Governo Prodi?
Le elezioni del 2006, che hanno portato al Governo Prodi, si erano concluse in parità, tra le de coalizioni di destra e di sinistra. Prodi vinse per poche migliaia di voti, ma rifiutò ogni forma di collaborazione con l’opposizione, pretendendo di governare in maniera autocratica. E’ caduto perché la sa maggioranza parlamentare era troppo esigua e dilaniata da lotte interne. Ma egli è caduto soprattutto perché ha governato male, irritando anche coloro che lo avevano votato. Il governo Prodi è stato uno dei peggiori governi italiani degli ultimi venti anni,
Intervista all'ex-Presidente del Senato Marcello Pera
Ancien Président du Sénat, le sénateur Marcello Pera, proche de Silvio Berlusconi et président du think thank L’Occidente, est convaincu que la Droite italienne reviendra très bientôt au pouvoir.
Read MoreL'Arena incontra Alexandre del Valle
L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA
Lunedì 30 Luglio 2007 cronaca Pagina 17
PERSONAGGI. Tappa in città del geopolitico italo-francese Alexandre Del Valle
«L’Islam non cambierà mai»
di Silvia Bernardi
Mancanza di reciprocità. Un'Europa accogliente e permissiva, contro un Medio Oriente sempre più totalitarista. E' questo uno dei principali nodi della questione islamica per lo scrittore e geopolitico italo-francese Alexandre Del Valle. Una bibliografia, la sua, che parla chiaro: La Turchia in Europa, un cavallo di Troia islamista? (2005), Il dilemma turco, o le vere trame della candidatura di Ankara (2006) e l'ultimo tradotto in italiano, Il totalitarismo islamista all'assalto delle democrazie (Solinum, Editore).
Mentre il vecchio continente firma accordi a Bruxelles fondati sulla tolleranza, sul rispetto reciproco e sulla sollecitazione ad una diminuzione dei pregiudizi europei nei confronti dell'islam, il totalitarismo islamista continua il suo assalto alle democrazie. Parte da qui, da questa diversità di pensiero e di orientamento politico, uno dei pochi studiosi contemporanei dell'islam apprezzati da Oriana Fallaci e collaboratore del governo Sarkozy, del quale ha curato la corsa all'Eliseo insieme all'e sperto in comunicazione Solon Smith.
«Mentre capi di Stato come Zapatero si danno da fare per favorire l'integrazione della cultura islamica proponendone anche lo studio a scuola, in medio oriente si continua ad insegnare l'odio al cristiano e all'ebreo» dice lo studioso, che aggiunge: «la capitale della cattolicità e dell'Italia è stata scelta come sede della più grande moschea d'Europa. Alla costruzione della moschea nel cuore simbolico della cristianità, non seguì mai una qualsiasi forma di reciprocità in Arabia Saudita e in altri paesi musulmani dove le comunità cristiane sono invece sempre più scarse, perseguitate e molto spesso costrette a fuggire per non essere uccise. Nemmeno una cappellina in territorio islamico, in segno di reciprocità». Per Del Valle, che in questi giorni ha incontrato anche il sindaco Flavio Tosi per organizzare un meeting sull'islam e democrazia, la soluzione non sta certo nella speranza di cambiare la mentalità musulmana. «L'islam prevede il totalitarismo e la totale intolleranza nei confronti della diversità e considera il musulmano sempre superiore al non musulmano. Questo non potremmo mai cambiarlo e loro non si potranno mai aprire a noi. Quello che possiamo fare, invece, è non aprirsi troppo a loro».
Lo studioso non esclude però un dialogo a ttivo con i musulmani moderati che condividono i valori occidentali. «La Mecca non si potrà mai cambiare, ma si possono invece cambiare le leggi che aprono le porte al suo potere».
LO PSEUDONIMO
Alexandre Del Valle è lo pseudonimo usato dal ricercatore e studioso francese, figlio di padre siciliano e madre spagnola.
Ha scritto diversi testi sul problema dell'islamismo e del suo radicamento in Europa. Il suo ultimo libro tradotto in italiano è Il totalitarismo islamista all'assalto delle democrazie (Solinum Editore).
Impossibile conoscere il suo vero nome: a precisa domanda oppone un cortese ma netto rifiuto a rivelare la propria identità reale.
E il segreto continua.


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